Protezione fisica

Il Regolamento Ue 2016/679, e precisamente l’art. 32 cita “le misure di sicurezza devono garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio“. Bello, fantastico, ma tutto estremamente soggettivo!

Chi mi conosce bene sa che il mondo delle telecomunicazioni e della sicurezza sono la mia passione sin da quando ero ragazzino, e visto che hanno pensato bene di lasciare alla nostra discrezione la modalità di protezione, io i dati li intendo protetti quando sono chiusi, insieme al server, al nas o alla chiavetta usb, in una camera blindata dotata di un buon sistema elettronico di sicurezza e monitorato h24 con telecamere collegate all’istituto di vigilanza.

Assurdo? Affatto!

Noi di Punto di Riferimento i dati li abbiamo sempre protetti così… anche se non proprio in maniera così estrema! Sin dal primo giorno li abbiamo gelosamente custoditi nella nostra modestissima server farm, posta in una località top secret e interamente affogata nel sottosuolo… un po’ come la caverna di Batman. Stiamo pensando alla cascata all’ingresso, ma ho la sensazione che l’Assemblea dei Soci non approverebbe la spesa.

Ai nostri server ci teniamo, e anche ai nostri dati e alla nostra posta elettronica. Custodiamo con cura i backup e tutta la nostra storia, schemi elettrici di apparecchiature, progetti e archivi fotografici.

A volte, però, si ritiene non sia necessario arrivare a tanto e, in qualche caso, si può anche optare per un tradizionale armadio tecnico, tenuto alla giusta umidità e temperatura, e protetto da un buon sistema di sicurezza.

Per favore, non chiamarlo antifurto! L’antifurto è solo un simpatico gadget che si può acquistare nel negozio di elettrodomestici sotto casa o dall’installatore generico. Dietro un sistema di sicurezza, invece, ci sono professionisti che periodicamente investono risorse aggiornandosi sulle nuove tecniche di effrazione e si formano per attuare quelle difese, spesso non solo attive (elettroniche) ma anche passive (blindature), affinché la protezione installata sia veramente efficace.

E qui concludo la mia analisi sulla protezione fisica dei vari dispositivi di archiviazione e ne inizio un’altra decisamente più spinosa: la protezione dagli attacchi via internet e la superficialità diffusa all’installazione di programmi e app su pc, smartphone e tablet.

Se hai ancora qualche minuto per approfondire seguimi qui , ma se vai di fretta salta subito alle soluzioni per proteggersi che trovi qui.

 

Flavio Camerlino (Presedente & Direttore Tecnico di Punto di Riferimento)